Concessioni balneari: cosa cambia dal 2025 al 2027 con la nuova riforma Bolkestein

Bando tipo concessioni balneari: cosa prevede la bozza del MIT

21 ottobre 2026
Tempo di lettura: 7 minuti

Aggiornato al 21 ottobre 2026. Il 22 ottobre il ministro delle Infrastrutture presenta il bando-tipo alla Conferenza unificata. Il testo ufficiale non è ancora pubblico: questa pagina verrà aggiornata dopo la seduta.

Il bando-tipo è il modello nazionale che i Comuni potranno usare per scrivere i bandi di gara delle concessioni balneari. Lo prevede l'articolo 8 del decreto legge 32/2026, convertito dalla legge 71/2026: il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) prepara uno schema e lo sottopone al parere della Conferenza unificata, dove siedono Governo, Regioni e Comuni.

Non cambia le regole delle gare, che restano quelle della legge 118/2022 (articolo 4, riscritto nel 2024). Serve a fare in modo che a Rimini, a Ostia e a Gallipoli i bandi non siano scritti in modo completamente diverso. Le gare vanno avviate entro il 30 giugno 2027 e le concessioni attuali scadono al più tardi il 30 settembre 2027: per tutte le date c'è la guida Concessioni balneari: scadenze, gare e ultime notizie.

Dove trovare il PDF del bando-tipo

Un PDF ufficiale del bando-tipo oggi non esiste. Il MIT non ha pubblicato la bozza presentata il 30 settembre 2026, e nemmeno la Conferenza unificata. Quello che si legge in giro sono ricostruzioni di giornali, associazioni e studi legali, spesso concordi tra loro ma non ufficiali.

Quando il testo sarà adottato lo troverai sui canali istituzionali: le notizie del sito del MIT (mit.gov.it) e gli atti della Conferenza unificata (statoregioni.it). Diffida dei file che circolano come "bando-tipo in PDF": oggi nessuno di questi è il documento del ministero.

A che punto è

Data

Cosa è successo

11 marzo 2026

Il decreto legge 32/2026 (articolo 8) chiede al MIT uno schema di bando-tipo entro 30 giorni

17 e 27 aprile 2026

Primi incontri tecnici del MIT con Regioni e Comuni

8 maggio 2026

La legge 71/2026 converte il decreto

13 luglio 2026

Tavolo di consultazione con il ministro Salvini e le associazioni di categoria

30 settembre 2026

Il MIT presenta la bozza alla Conferenza unificata

1 ottobre 2026

La Conferenza si riunisce, ma il bando-tipo non è all'ordine del giorno

16 ottobre 2026

I commercialisti (CNDCEC) approvano le linee guida per stimare l'indennizzo, pensate per far parte del bando-tipo

22 ottobre 2026

Presentazione del bando-tipo in Conferenza unificata, annunciata dal ministro del Turismo Mazzi

I passi che mancano sono il parere della Conferenza e l'adozione del testo definitivo da parte del MIT. Il bando presentato il 30 settembre può ancora cambiare, e i Comuni hanno già chiesto modifiche.

Cosa prevede la bozza

Quello che segue viene dalla bozza del 30 settembre, letta dai giornali e dagli osservatori di settore. Dove una cosa è riportata da una sola fonte lo scriviamo.

Tempi e durata

La bozza ripete la legge: bando almeno sei mesi prima della scadenza della concessione e comunque entro il 30 giugno 2027, durata delle nuove concessioni da 5 a 20 anni, calcolata sugli investimenti del piano economico-finanziario di chi vince. Durante la gara il servizio deve continuare e i titoli in essere restano validi fino al subentro del nuovo concessionario, dentro i limiti di legge (30 settembre 2027, o 31 marzo 2028 con proroga motivata).

Come si assegnano i punti

Le concessioni vanno all'offerta economicamente più vantaggiosa, cioè al miglior rapporto tra qualità e prezzo. Il prezzo da solo non basta mai.

Il dato che più cambierà le gare è il peso delle due parti. Secondo la bozza, il punteggio dell'offerta economica non può superare il 10% di quello dell'offerta tecnica: la griglia letta dall'osservatorio Coste360 assegna fino a 100 punti al progetto e fino a 10 all'offerta economica. Mondo Balneare aggiunge che al rialzo sul canone andrebbero al massimo 3 punti su 110, e solo se il Comune lo motiva.

Nell'offerta tecnica entrano i criteri già scritti nella legge (articolo 4, comma 6): qualità del servizio e accessibilità, servizi fuori stagione, qualità degli impianti, offerta per famiglie e persone con disabilità, impatto ambientale, personale under 36, esperienza, numero di concessioni già possedute, impegno ad assumere i lavoratori dell'uscente. I bandi possono aggiungere premi facoltativi, per esempio per le piccole e medie imprese o per chi applica clausole di stabilità del personale.

Lotti e concentrazione

Ogni ente fissa un numero massimo di lotti per tipologia di concessione. Chi partecipa già al numero massimo di lotti non può presentare altre offerte. È il modo in cui la bozza prova a evitare che pochi grandi operatori si prendano intere spiagge.

Indennizzo e perizia

L'indennizzo al gestore uscente lo paga chi subentra, non il Comune. La formula è quella della legge: investimenti fatti e non ancora ammortizzati, al netto dei contributi pubblici, più un'equa remunerazione degli investimenti degli ultimi cinque anni. La cifra la stabilisce una perizia asseverata chiesta dal Comune prima del bando, firmata da un professionista scelto fra cinque nomi indicati dal Consiglio nazionale dei commercialisti. La paga l'uscente.

La bozza aggiunge due cose. L'uscente può rinunciare alla perizia, e in quel caso l'indennizzo è zero (lo riporta il Sole 24 Ore). Chi subentra paga almeno il 20% prima di firmare la concessione e il resto, secondo la lettura di Coste360, entro sei mesi.

Le linee guida dei commercialisti del 16 ottobre (Informativa 121/2026) spiegano come fare la stima. Contano gli investimenti che restano utili a chi subentra: opere, impianti, strutture fisse, manutenzioni straordinarie. Anche un bene già ammortizzato in bilancio può entrare nel calcolo se si usa ancora. Restano fuori, salvo diversa previsione del bando, i beni mobili che l'uscente si porta via.

L'indennizzo resta il punto più contestato di tutta la riforma: lo criticano la Commissione europea e l'Antitrust, e il Consiglio di Stato lo considera "meramente eventuale", cioè dovuto solo se l'uscente prova gli investimenti. I dettagli sono nella guida alle concessioni balneari, mentre sulle opere fisse che restano allo Stato c'è l'articolo su opere non amovibili e articolo 49.

Canone

Il bando indica un canone provvisorio, calcolato su superficie e valenza turistica dell'area, che viene ricalcolato sulle opere del progetto vincitore. Come si calcola il canone oggi lo spieghiamo nella guida al demanio marittimo e alla concessione demaniale.

Obblighi e controlli

Secondo Mondo Balneare, la bozza elenca obblighi di servizio che il Comune può mettere a carico del concessionario, come la pulizia delle spiagge libere confinanti, il salvamento e i percorsi accessibili alle persone con disabilità. Prevede inoltre controlli almeno ogni due anni sugli impegni presi in gara, con la decadenza per chi non li rispetta. Chi promette servizi nell'offerta tecnica, quindi, dovrà dimostrare di erogarli per tutta la durata della concessione.

Cosa chiedono Comuni e Regioni

L'ANCI, l'associazione dei Comuni, chiede di correggere il testo su due punti: come si stabilisce se una spiaggia è una risorsa scarsa, e gli indennizzi. Il delegato Silvetti ha riassunto la protesta così: rischi e spese restano ai Comuni, gli introiti vanno allo Stato.

La Toscana teme che un bando-tipo non vincolante, poco più di una circolare, non basti a reggere le gare davanti ai giudici, e chiede criteri nazionali sulla scarsità. L'Emilia-Romagna è contraria a dare punti a chi offre un canone più alto.

Cosa cambia oggi per chi gestisce uno stabilimento

Sul piano legale, niente: finché il bando-tipo non è adottato un Comune applica la legge 118/2022. E può bandire anche adesso. Il Consiglio di Stato ha confermato più volte che la mancanza dei decreti attuativi non giustifica il rinvio delle gare (da ultimo nella sentenza 4121 del 21 maggio 2026).

Sul piano pratico la bozza dice già molto. Se il progetto vale dieci volte l'offerta economica, le gare del 2027 si vincono con i fatti che si possono dimostrare: investimenti documentati, servizi offerti, accessibilità, aperture fuori stagione, persone assunte. Conviene cominciare a raccogliere questi dati adesso, con fatture, autorizzazioni e piani di ammortamento, perché servono due volte: per l'offerta tecnica e per la perizia sull'indennizzo. Presenze, prenotazioni e servizi venduti per periodo sono numeri che un gestionale per stabilimenti balneari registra già ogni giorno.

Chi sta pensando di comprare o prendere in affitto uno stabilimento prima delle gare trova i rischi da valutare nella guida su affitto e gestione di uno stabilimento balneare. Per la direttiva europea da cui parte tutto c'è Direttiva Bolkestein: cos'è e come ha cambiato le concessioni balneari.

Domande Frequenti