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Concessioni Balneari: cosa cambia e ultime notizie

Concessioni Balneari e direttiva Bolkestein. Tutto quello da sapere e ultime notizie del 2022

Continua a rimanere caldo il tema concessioni balneari alla luce di quello che accadrà dal 1 gennaio 2024, con l’attuazione della direttiva Bolkestein.

La Bolkestein, approvata nel 2006 dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di garantire la parità dei professionisti e delle imprese nell’accesso ai mercati Europei, sancisce una svolta epocale in quella che è stata la gestione delle spiagge fino ad oggi.

Già lo scorso novembre l’annullamento della proroga al 2033 delle concessioni balneari, da parte del Consiglio di Stato, ha determinato una riassegnazione dei titoli concessori per i prossimi due anni attraverso gare pubbliche.

Un provvedimento significativo che, unito ai 250 emendamenti presentati da febbraio a marzo e alla mappatura delle concessioni demaniali marittime esistenti, concorre a complicare ulteriormente un quadro decisamente articolato che le varie forze politiche si stanno impegnando a risolvere.

Concessioni balneari, durata e costi

Le concessioni balneari sono il punto di partenza necessario per poter aprire uno stabilimento.

Esattamente come le zone militari, anche spiagge e coste sono territorio demaniale, appartengono cioè allo stato. Non è quindi possibile acquistarle ma si possono ricevere in licenza e affittare per un determinato periodo di tempo.

Chi rilascia la concessione demaniale marittima per le attività turistiche, ricettive e ricreative, è il Comune che riceve dalla Provincia la delega alla gestione delle concessioni.
È infatti il Comune che stabilisce quali spazi destinare ai gestori per la costruzione degli stabilimenti e che definisce modalità di rinnovo della licenza.

Il passo successivo è poi la partecipazione al concorso istituito dall’Ente del Demanio Marittimo che, a giudicare dallo scenario prefigurato dalla Bolkestein, saranno sostituiti dai bandi in vigore dal 1 gennaio 2024.

Il costo medio delle concessioni balneari non scende mai al di sotto dei 2.500 euro fissi annui.
Per quanto riguarda invece la durata con l’avvento del nuovo decreto che sancirà il divieto espresso di proroghe post dicembre 2023, bisognerà attendere nuove indicazioni.

Cosa cambierà per i gestori

Dal 1 gennaio 2024 le concessioni verranno riassegnate tramite bandi pubblici da pubblicare entro il 2023, per uniformarsi alle norme del diritto europeo.

In fase di assegnazione, privilegiati saranno i gestori con esperienza, i progetti di sostenibilità ambientale e accessibilità, i gestori che fino al momento del bando hanno avuto lo stabilimento come principale fonte di reddito per se stessi e per la loro famiglia.

Alla riassegnazione degli stabilimenti potranno partecipare anche i precedenti gestori, mentre è previsto un indennizzo per coloro i quali rinunceranno e perderanno lo stabilimento.

In base a quanto proposto, infine, la concessione avrà una durata necessaria per garantire l’ammortamento e l’equa remunerazione degli investimenti sostenuti dai nuovi concessionari.

Al momento non esiste ancora un bando effettivo per poter ottenere la concessione demaniale marittima in quanto la direttiva stabilimenti balneari non è ancora stata approvata in via definitiva.

Ultime notizie 2022, come tenersi aggiornati

Numerosi sono stati gli appuntamenti che hanno avuto come tema la direttiva Bolkestein applicata agli stabilimenti balneari.

Da quello del 21 dicembre scorso organizzato a Viareggio dal CNA balneari con l’obiettivo di salvaguardare il modello pre-esistente, all’appuntamento del 19 gennaio a Cervia nell’ambito del quale si è cercato di illustrare la Bolkestein come potenziale soluzione.

Prossimi eventi interessanti sul tema, sono quello del 31 marzo a Napoli, dal titolo “Le concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo nel quadro della legge annuale per il mercato e la concorrenza” a cura dell’associazione Confimprese demaniali.
Un’occasione per discutere del futuro delle concessioni balneari alla luce della riforma prevista dal ddl concorrenza.

E quello del 5 e 6 aprile, che vedrà Riccione protagonista della V edizione del G20 spiagge, network delle principali località turistiche balneari d’Italia.
All’evento saranno invitati a partecipare, per la prima volta, gli esponenti di tutti i 334 comuni costieri della penisola che si confronteranno sullo sviluppo strategico del settore balneare.

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