
Baia di Trentaremi 2026: si arriva solo dal mare
La Baia di Trentaremi è un'insenatura di Posillipo, nel comune di Napoli, chiusa da falesie di tufo giallo alte fino a 150 metri. Segna il confine occidentale dell'Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola e non è raggiungibile via terra: si arriva solo dal mare, in kayak o in barca.
È uno di quei posti che i napoletani conoscono dall'alto e visitano di rado da vicino. Dal Parco Virgiliano la baia si vede intera, un anfiteatro di roccia gialla con la macchia mediterranea che scende fin quasi all'acqua e Nisida a chiudere l'orizzonte. Vista da lì sembra un luogo esotico, staccato dalla città che le sta immediatamente sopra.
Sul litorale di Napoli e nei dintorni ci sono spiagge attrezzate dove passare la giornata con tutti i servizi.
Perché non si arriva via terra
Vale la pena dirlo subito, perché è la domanda che si fanno tutti: la Baia di Trentaremi non ha un accesso da terra. Le falesie di tufo scendono a picco sul mare e non esiste un sentiero che porti in basso. Chi cerca indicazioni stradali per "arrivare a Trentaremi" non le troverà.
Si arriva in kayak, con un'imbarcazione propria o partecipando a una delle escursioni che partono da Marechiaro, dalla Gaiola o dal litorale flegreo. Il kayak resta il mezzo che consente di entrare davvero nella baia e sotto le pareti, dove una barca più grande non si avvicina.
Dove si trova
L'insenatura incide il versante occidentale della collina di Posillipo, fra il promontorio del Pausilypon e l'isola di Nisida. Dall'alto, i punti panoramici sono il Parco Virgiliano e il Parco Archeologico del Pausilypon, dove restano i ruderi della villa che Publio Vedio Pollione fece costruire nel I secolo avanti Cristo e che alla sua morte passò all'imperatore Augusto.
Comune | Napoli, quartiere Posillipo |
|---|---|
Tutela | Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, circa 42 ettari |
Falesie | Tufo giallo, fino a 150 metri d'altezza |
Accesso | Solo via mare: kayak, barca o escursione organizzata |
Punti panoramici | Parco Virgiliano, Parco Archeologico del Pausilypon |
Servizi | Nessuno |
Da dove viene il nome
Non dai remi, come si crede spesso. La spiegazione più accreditata riguarda il tufo: i Romani estraevano qui pozzolana e blocchi di tufo giallo, che rivendevano altrove, e un blocco proveniente da questa baia veniva valutato trenta tareni, monete in uso all'epoca. Da "trenta tareni" a Trentaremi il passo è breve.
Le tracce di quelle cave sono ancora visibili nella roccia. La più nota è la Grotta di Acampora, che ha tre cunicoli distinti di accesso: da uno di essi si arrivava fino alla Casa Rossa, l'antica dimora della famiglia che le ha dato il nome. Altre cavità sono state modificate dalle estrazioni o sono oggi semisommerse, per effetto del bradisismo che interessa tutta l'area flegrea.
L'area marina protetta
Il Parco Sommerso di Gaiola è stato istituito nel 2002 e copre circa 42 ettari, dal borgo di Marechiaro fino a Trentaremi, includendo verso il largo parte del banco roccioso della Cavallara. È diviso in una zona di riserva integrale, che comprende il tratto di mare davanti al promontorio e agli isolotti della Gaiola, e in una zona di riserva generale.
Chi entra con un mezzo proprio deve conoscere la zonizzazione: cambiano le regole per navigazione, ancoraggio, pesca e immersioni, e alcune attività sono vietate. Le informazioni aggiornate sono pubblicate dall'ente gestore dell'area marina protetta, ed è la cosa da controllare prima di partire, non dopo.
Cosa si vede sott'acqua
Il valore dell'area sta nella combinazione fra geologia vulcanica, biologia marina e archeologia. Sui fondali, insieme alla fauna del golfo, ci sono i resti di ville marittime romane, approdi, ninfei e peschiere, oggi sotto la superficie a causa dell'abbassamento del suolo. È un sito raro: pochi posti in Italia mettono insieme queste tre cose nello stesso tratto di mare.
Quando andare
Da maggio a settembre, scegliendo giornate di mare calmo: la baia è esposta e con onda formata il kayak diventa una cattiva idea. Le uscite guidate si concentrano in questa finestra e sono la soluzione più sensata per chi non ha mezzo proprio né esperienza di pagaia sul mare aperto.
Cosa vedere nei dintorni
Il percorso della Grotta di Seiano porta al Parco Archeologico del Pausilypon, con la villa imperiale e il teatro affacciato sul golfo: le visite guidate partono dall'ingresso in via Coroglio con un contributo di pochi euro, ed è il modo migliore per vedere Trentaremi dall'alto. Sul versante opposto della collina, i Bagni della Regina Giovanna a Sorrento raccontano una storia simile di villa romana e mare.
Trentaremi si guarda dal mare: per la giornata in spiaggia, sul litorale napoletano ci sono strutture attrezzate con tutti i servizi.

Domande frequenti sulla Baia di Trentaremi
Trentaremi si guarda dal mare: per la giornata in spiaggia, sul litorale napoletano ci sono strutture attrezzate con tutti i servizi.