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Le spiagge più belle dell’arcipelago del Sulcis: foto e mappa

Arcipelago del Sulcis: guida alle spiagge più belle

Noto anche come “sulcitano”, l’Arcipelago del Sulcis si trova poco distante dalle coste sudoccidentali della Sardegna.

Sant’Antioco e San Pietro sono le due isole principali, ma fanno parte dell’arcipelago anche isolotti minori, tra cui l’unico abitato è l’Isola Piana. Le altre isole sono: l’isola del Toro, l’isola della Vacca, l’isolotto del Vitello, l’isola del Corno e l’isola dei Ratti.

Natura selvaggia ed incontaminata, grotte, insenature e falesie sono i tratti distintivi di questo paradiso sardo. Immancabile, naturalmente, il mare limpido e cristallino che dal verde smeraldo fino abbraccia tutte le tonalità del blu intenso.

Le migliori spiagge

Cala Lunga – Sant’Antioco

Una lunga insenatura tutta da scoprire, Cala Lunga si caratterizza per la sua forma che dal mare aperto porta ad una spiaggia poco affollata e piuttosto riparata dai venti.

La presenza di conchiglie e coralli ha dato luogo ad una sabbia grossa che va dall’ocra al rosa, mentre l’acqua va dal verde smeraldo fino all’azzurro.

Cala Lunga è una spiaggia estremamente trasversale. Per il fondale basso è ideale per le famiglie con bambini, le sue acque limpide invece l’hanno resa una meta prediletta da parte degli appassionati di snorkeling e pesca subacquea.

Peonia Rosa – Sant’Antioco

Un tempo villaggio turistico ora abbandonato, la spiaggia di Peonia Rosa è tra le più suggestive dell’arcipelago del Sulcis.

250 metri tra rocce e ciottoli che si insinuano anche nel fondale dalle acque trasparenti, scenario ideale per gli sport acquatici di ogni sorta.

Peonia Rosa non dispone di alcun tipo di servizio, se non del parcheggio che dalla pineta conduce alla spiaggia dalla quale potrete ammirare la vista sull’Isola della Vacca e del Vitellino situate a circa 3 km.

Coaquaddus – Sant’Antioco

Letteralmente “coda di cavalli”, Coaquaddus è una spiaggia di sabbia bianca a grani grossi che abbraccia un mare le cui sfumature vanno dal verde all’azzurro turchese intenso.

Una grossa roccia dà luogo a due cale : nella prima si trovano vari servizi, dal parcheggio al punto ristoro mentre la seconda è totalmente libera.

Il fondale, inizialmente basso, degrada dolcemente in acque più profonde dove poter praticare pesca, immersioni o semplicemente nuotare immersi in un’atmosfera unica.

Luogo imperdibile per i surfisti nei giorni particolarmente ventosi, Coaquaddus è uno scenario imperdibile per gli appassionati di natura incontaminata.

In prossimità della spiaggia, infatti, si trova lo stagno di Santa Caterina dove nidificano i fenicotteri e il cavaliere d’Italia.

La Bobba – San Pietro

Situata nell’Isola di San Pietro, all’interno del comune di Carloforte, la spiaggia de La Bobba prende il nome da un antico piatto consumato dai pescatori della zona a base di fave e verdure fresche.

La spiaggia ha una sabbia finissima e una scogliera ai lati che la ripara dal vento.

Il fondale è basso e sabbioso, con meravigliose acque cristalline ideali anche per i natanti meno esperti e per le famiglie con bambini che potranno godere di un momento di ristoro presso il chiosco presente tra il parcheggio e la spiaggia.

Una visita meritano le vicine Colonne , due faraglioni di trachite che emergono dalle acque dell’Isola di San Pietro, molto caratteristici.

Cala Fico – San Pietro

Un arenile di grossi ciottoli riparato da un imponente promontorio calcareo bianco. Cala Fico è caratterizzata da un fondale basso e roccioso con acque così limpide da potersi quasi specchiare.

Caratteristica che ha reso questo luogo, l’habitat ideale per numerose specie di pesci che contribuiranno a rendere davvero unica l’esperienza di tutti gli appassionati di immersione.

La spiaggia di Cala Fico dispone di numerosi servizi ed è raggiungibile in circa 40 minuti di traghetto da Calasetta o Portoscuso.

Cosa fare: escursioni e itinerari

Sicuramente il modo migliore per scoprire l’arcipelago del Sulcis è tra le sue meravigliose acque cristalline a bordo delle bilancelle, le tipiche imbarcazioni carlofortine.

Non manca però, l’occasione per gli appassionati di trekking di allacciare le scarpe, preparare gambe e fiato e percorrere uno tra i luoghi più suggestivi e magici della Sardegna.

Un sentiero davvero imperdibile è quello del Maestrale che, in 4-5 giorni, vi permette di esplorare le zone più belle dell’Isola di San Pietro.

Carloforte, inoltre, dispone di circa 20 itinerari percorribili a piedi o in mountain bike perfetti per entrare a contatto con il lato più selvaggio di questo arcipelago.

Località e storia

Tra il 1738 e il 1770 Carloforte e Calasetta furono occupati dalla comunità pegliese che si era trasferita nell’isola di Tabarca in Tunisia.

È per questo che in alcuni centri del Sulcis di parla il tabarchino , un idioma ligure riconosciuto e tutelato dalla legislazione regionale sarda.

Figlia della dominazione araba è una delle tradizioni più antiche che caratterizzano l’arcipelago, vale a dire la mattanza.

A Carloforte, Portoscuso e Portopaglia si trovano le tonnare in cui la mattanza viene portata avanti.

È importante sottolineare la valenza di questa pratica, non soltanto economica ma anche storica e culturale.

I primi ritrovamenti legati alla pesca del tonno risalgono addirittura alla civiltà nuragica e, ancora oggi, il tonno di Carloforte è tra i più pregiati e conosciuti al mondo.

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