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Come aprire una spiaggia per disabili: tutto quello che devi sapere

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di accessibilità, applicata ai più svariati aspetti della vita quotidiana. Va da sé che il concetto riguarda anche le vacanze e di conseguenze le spiagge.

La vacanza, soprattutto quella al mare, è sinonimo di relax, tranquillità e benessere, concetti che per natura devono essere accessibili a tutti.

Ma cosa non può mancare in una spiaggia adeguatamente attrezzata per accogliere i disabili?

Vediamolo insieme!

Spiagge per disabili: cosa serve e quali sono le attività da mettere in campo

Trattare il tema della disabilità è una questione estremamente delicata e forse, talvolta, non le viene riservata la giusta attenzione.

Tuttavia, negli ultimi anni, la sensibilità e l’interesse per questa tematica sono aumentate unitamente ad una presa di coscienza da parte di coloro i quali gestiscono attività o si occupano di offrire servizi.

Nel nostro caso, i gestori di stabilimenti balneari sono diventati sempre più attenti agli accorgimenti da prendere per rendere le loro spiagge quanto più inclusive possibile.

La prima cosa da fare è senz’altro eliminare gli ostacoli e le barriere architettoniche che impediscono l’accesso al mare: quindi le passerelle, ad esempio, devono essere sufficientemente ampie da favorire il passaggio delle sedie a rotelle.

Un utile supporto per migliorare

Non da ultimo gli ombrelloni. Anche le postazioni in spiaggia devono avere dimensioni corrette per consentire alle persone disabili di potersi spostare in tutta sicurezza e comodità.

Le spiagge per disabili dovrebbero essere prive di barriere architettoniche. Tuttavia, la presenza di pedane o montascale potrebbe aiutare a superare qualche piccolo dislivello.

Accessibilità: non solo a parole!

Naturalmente questo non è sufficiente per rendere inclusivo e accessibile uno stabilimento.

Del resto, cos’è una vacanza al mare senza la possibilità di fare un bagno?

Ecco perché è importante dotare la spiaggia di sedie e lettini realizzate appositamente per favorire l’ingresso in acqua.

Altro aspetto da non trascurare sono i servizi. Dai bagni alle docce, negli stabilimenti preposti all’accoglienza di persone disabili dev’essere presente almeno un bagno attrezzato con sanitari idonei e uno spogliatoio in cui potersi cambiare comodamente.

Cosa dice la legge?

Per essere idoneo ad accogliere persone affette da disabilità, uno stabilimento deve rispondere ai requisiti specificati nella Legge 9 gennaio 1989, n.13 dal titolo “Disposizione per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati” insieme alla Circolare n.259 del 23 gennaio 1990 del Ministero della Marina Mercantile.

Nello specifico la legge contiene le disposizioni del Ministro dei lavori pubblici per eliminare le barriere architettoniche negli edifici pubblici, abitazioni private, locali privati aperti al pubblico, edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata, o agevolata, e nei trasporti pubblici.

Ma attenzione alla definizione di “barriere architettoniche”, il termine infatti comprende:

  • gli ostacoli fisici di intralcio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea
  • gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti
  • la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che favoriscono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Chiaramente ostacoli fisici e sensoriali vanno inseriti in questa categoria.

Regioni virtuose in cui spiaggia fa rima con accessibilità

Nell’ottica che si può sempre fare di meglio, al momento sono 650 le spiagge italiane attrezzate per accogliere persone affette da disabilità.

A confermare il dato è il blog InVisibili che ha aggiornato l’elenco di stabilimenti già censiti nel corso della stagione precedente.

Comune denominatore è, naturalmente, l’abbattimento di ogni tipo di barriera architettonica e il carattere di inclusività favorito dalla presenza di strumentazioni ad hoc per persone diversamente abili.

In Toscana, ad esempio, il comune di Pietrasanta ha deciso di rendere accessibili tutti gli stabilimenti presenti lungo il litorale grazie anche all’incremento di sedie job per favorire l’ingresso in acqua.

Altrettanto virtuoso è il Veneto che con Bibione punta ad offrire una destinazione balneare accessibile a 360 gradi.

In ultima battuta è molto importante ricordare che le attrezzature e strumentazioni studiate per fronteggiare il tema accessibilità sono solo un primo passo.

L’elemento umano, che si traduce in un’adeguata formazione del personale preposto all’accoglienza, è forse l’aspetto ancora più importante.

A tal proposito, vale la pena citare Abil Beach, un servizio di spiaggia libera accessibile che consente alle persone con disabilità di vivere la loro esperienza al mare in tutta tranquillità anche in autonomia.

Ad inaugurare il progetto, nel 2021, è stata la Spiaggia dei Gradoni di Otranto, ma Abil Beach ha reso accessibili le spiagge d’Italia ad oltre 7500 persone disabili.

Tra i servizi offerti, pedalò accessibili, esperienze in canoa e attrezzature balneari studiate ad hoc, oltre ad ombrelloni, parcheggi dedicati e bagni attrezzati.

 

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